In questi giorni i cittadini del Comune di Poggibonsi hanno ricevuto una lettera, sottoscritta congiuntamente dal suo Sindaco, Luca Rugi nonché dal Commissario Straordinario del “Consorzio di bonifica per la difesa del suolo e la tutela dell’ambiente della Toscana centrale”, Mauro Cresti, insieme ad un opuscolo informativo sulle attività di questo Consorzio, in cui essi hanno annunciato che, a decorrere dal prossimo anno, a tutti i proprietari di fabbricati e terreni sarà trasmesso un avviso di pagamento avente ad oggetto il pagamento di un contributo consortile per non meglio precisate “opere di miglioramento fondiario e a carattere idraulico” eseguite dal predetto Consorzio di bonifica. In pratica, per il semplice fatto di essere proprietario di un immobile ciascun soggetto dovrebbe essere obbligato, a norma di legge, a pagare un tributo al Consorzio. Purtroppo dobbiamo constatare che il Comune ed il Consorzio si avvalgono di una ingiustificata disinformazione per non dire ai cittadini qual è la vera realtà di queste strutture che non servono a niente.
Infatti è bene ricordare che la Legge Regionale Toscana 5 maggio 1994 n. 34 (richiamata proprio dal Sindaco) dice all’art. 3 che: <>
Cosa significa tutto questo? In sostanza, il il Consorzio ha diritto di percepire il contributo consortile solo ed esclusivamente se riesce a dimostrare che un determinato immobile (fabbricato o terreno) che, prima delle opere eseguite dal Consorzio valeva “100”, dopo lo svolgimento delle medesime vale “100+10” dove il valore numerico pari a "10” sta ad indicare l’incremento di valore ricevuto dall’immobile grazie alle attività condotte dal Consorzio. Quindi, se il Consorzio vuole essere pagato, deve provare che ha svolto delle opere, quali sono e che incidenza hanno avuto su un singolo bene, sia sotto il profilo qualitativo sia quantitativo.
La colpa di tutto ciò non è del Governo nazionale di Berlusconi, come troppo furbescamente si vuol far credere agli anziani e ai pensionati per tenerli buoni, ma la responsabilità è solo ed esclusivamente dell’amministrazione comunale, abituata a beffare i cittadini giocando sulla loro ignoranza e buona fede. Inutile dire che il Consorzio, in quanto tale, comporta come ente un costo per remunerare i dirigenti che lo compongono: un altro spreco pubblico che si aggiunge a quelli innumerevoli cui ci ha abitutato la sinistra toscana.
Inoltre facciamo notare che I CONSORZI SONO ENTI PUBBLICI ECONOMICI E, COME TALI, NON POSSONO AVVALERSI DELLA RISCOSSIONE DEI PROPRI CONTRIBUTI MEDIANTE I RUOLI DI CONTRIBUENZA. SIAMO IN PRESENZA DI ABUSI E DI VIOLAZIONI INCREDIBILI. QUESTA E’ LA REALTA’.
Inoltre il Sindaco Rugi, il 22 NOVEMBRE 2000 CON UNA LETTERA INDIRIZZATA A TUTTI I CITTADINI DEL COMUNE DI POGGIBONSI disse ESPRESSAMENTE CHE I CONSORZI DI BONIFICA SONO ENTI VECCHI ED E’ <<ASSURDO CHE UN PROBLEMA COME QUELLO DELLA REGIMAZIONE IDRAULICA DEI FIUMI, DEBBA ESSERE MESSO A CARICO DI ALCUNI CITTADINI; E’ UN COMPITO CHE LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE DEVE SVOLGERE NEL SUO INSIEME>>. Adesso ha cambiato idea, ci spieghi perché!Infatti è bene ricordare che la Legge Regionale Toscana 5 maggio 1994 n. 34 (richiamata proprio dal Sindaco) dice all’art. 3 che:
Cosa significa tutto questo? In sostanza, il il Consorzio ha diritto di percepire il contributo consortile solo ed esclusivamente se riesce a dimostrare che un determinato immobile (fabbricato o terreno) che, prima delle opere eseguite dal Consorzio valeva “100”, dopo lo svolgimento delle medesime vale “100+10” dove il valore numerico pari a "10” sta ad indicare l’incremento di valore ricevuto dall’immobile grazie alle attività condotte dal Consorzio. Quindi, se il Consorzio vuole essere pagato, deve provare che ha svolto delle opere, quali sono e che incidenza hanno avuto su un singolo bene, sia sotto il profilo qualitativo sia quantitativo.
La colpa di tutto ciò non è del Governo nazionale di Berlusconi, come troppo furbescamente si vuol far credere agli anziani e ai pensionati per tenerli buoni, ma la responsabilità è solo ed esclusivamente dell’amministrazione comunale, abituata a beffare i cittadini giocando sulla loro ignoranza e buona fede. Inutile dire che il Consorzio, in quanto tale, comporta come ente un costo per remunerare i dirigenti che lo compongono: un altro spreco pubblico che si aggiunge a quelli innumerevoli cui ci ha abitutato la sinistra toscana.
Inoltre facciamo notare che I CONSORZI SONO ENTI PUBBLICI ECONOMICI E, COME TALI, NON POSSONO AVVALERSI DELLA RISCOSSIONE DEI PROPRI CONTRIBUTI MEDIANTE I RUOLI DI CONTRIBUENZA. SIAMO IN PRESENZA DI ABUSI E DI VIOLAZIONI INCREDIBILI. QUESTA E’ LA REALTA’.
Per tutte le ragioni sovraesposte, AN ha deciso di lanciare una vera e propria campagna di controinformazione; dalla settimana prossima presso la sede in Via Suali 13/a sarà attivo uno sportello di informazione reale per i cittadini; a breve partirà una raccolta firme per denunciare questo abuso e rendere edotti i cittadini sulla realtà delle cose. “Già in passato – afferma Francesco Michelotti, capogruppo di AN in Consiglio Comunale – la sinistra aveva approfittato del caldo e del periodo estivo per far passare scelte discutibili; noi, come in passato, non daremo tregua a questa amministrazione, impegnandoci tutta l’estate per contrastare questa situazione. Non pensino di avere vita facile; invece di fare le Feste dell’Unità, spiegassero ai cittadini perché sono sempre a chiedere i soldi inutilmente”. Fabio Cavini, dirigente del partito, insieme a Carolina Roselli annunciano “una mobilitazione forte del partito per l’amore della verità dalla parte dei cittadini, contro un’amministrazione ancora una volta arrogante e inopportuna”.
Nel prossimo consiglio comunale AN farà un’interrogazione, ma la battaglia sicuramente non si esaurirà in quella sede.

Nessun commento:
Posta un commento